Tutto sulla fattura elettronica PA

Un servizio facile ed economico per inoltrare le fatture alla Pubblica Amministrazione e un valido supporto di assistenza gratuito

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FatturaMia PA è un servizio di assistenza gratuito per chi ha necessità di inviare le proprie fatture verso la Pubblica Amministrazione. Qui potrai trovare una guida completa e un valido supporto che ti aiuterà ad utilizzare correttamente tutti gli strumenti per la gestione di questo nuovo sistema di fatturazione.

Scissione dei pagamenti, come si applica

split-paymentChiamato anche  “split payment”,  anglicismo che come altri termini di questo tipo piacciono tanto a Renzi, è la nuova modalità che le pubbliche amministrazioni devono applicare dal 1 gennaio 2015.

Detto invece all’italiana si tratta del pagamento della fattura al netto dell’IVA. In pratica le Pubbliche Amministrazioni pagheranno ai loro fornitori solo il totale imponibile, trattenendo l’importo dell’IVA che dovranno poi versare all’erario.

Tutto questo per effetto della  Legge di Stabilità 2015, (Legge 23.12.2014 n° 190,G.U. 29.12.2014) e nello specifico si applica per tutte le forniture di beni e servizi nei confronti:

  1. dello Stato, degli organi dello Stato ancorchè dotati di personalità giuridica;
  2. degli enti pubblici territoriali, quindi regioni, province e comuni, e dei consorzi tra essi costituiti;
  3. delle C.C.I.A.A.;
  4. degli istituti universitari;
  5. delle aziende sanitarie locali e degli enti ospedalieri;
  6. degli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico;
  7. degli enti pubblici di assistenza e beneficienza;
  8. degli enti pubblici di previdenza;
Attenzione quindi, al momento dell”emissione della fattura , poichè ormai è ammessa solo in formato elettronico, occorre  impostare “S” nel campo esigibilità IVA.

Sono invece esclusi da questo provvedimento:

  • enti previdenziali privati o privatizzati, non essendo presente la natura pubblica;
  • aziende speciali (incluse quelle delle CCIAA);
  • enti pubblici economici, che operano con un’organizzazione imprenditoriale di tipo privatistico;ordini professionali;
  • istituti di ricerca;Agenzie fiscali;
  • Autorità amministrative indipendenti;
  • Automobile club provinciali, l’ARAN, l’Agenzia per L’Italia Digitale (AgID), l’INAIL e l’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (ISPO), trattandosi di enti pubblici non economici, di tipo autonomo.

L’effetto di questo provvedimento avrà sicuramente un impatto importante per le aziende che operano costantemente con la  PA. Queste, dovranno comunque versare l’IVA ai loro fornitori ma, non incassandola dalle PA, andranno inevitabilmente a generare un credito d’imposta nei confronti dell’erario.

A questo punto è facile prevedere che, visto i tempi biblici dei rimborsi IVA, la liquidità aziendale ne risentirà notevolmente e in taluni casi sarà necessario ricorrere a finanziamenti bancari o a ritardare i pagamenti ai fornitori. Il consiglio è di compensare l’eventuale credito IVA con le altre imposte o contributi dovuti direttamente nella delega di pagamento F24.

Albino Marino